venerdì 16 settembre 2011

Magistratura, ordine Giudiziario e separazione dei poteri

In quest'ultimo mese abbiamo assistito ai nuovi gossip giudiziari (alcuni li chiamano assalti) sul Premier, intercettazioni e scontri istituzionali ormai conclamati tra esponenti del Governo, del Parlamento e Magistratura. In quest'articolo mi vorrei soffermare sul concetto di separazione dei poteri spesso richiamato da molti che sono avversi all'idea di una magistratura che dipenda in qualche modo da un altro potere.
Diciamo innanzitutto che in Italia, la separazione dei poteri, dei TRE poteri Esecutivo, Legislativo e Giudiziario, almeno per quanto riguarda i primi due NON ESISTE. Questo è assolutamente vero e dimostrabile dalla stessa costituzione che permette ad un membro del parlamento di essere membro del governo. In realtà infatti dal dopoguerra ad oggi l'unico potere ad essere eletto è il potere legislativo, dal quale sono stati puntualmente "presi" i membri del governo. Il fatto che l'esecutivo debba avere la fiducia del parlamento ha fatto si che il governo diventasse esso stesso un'emanazione DIRETTA della maggioranza parlamentare. Il potere politico diviene quindi in Italia immediatamente congiunto tra legislativo e esecutivo nel tramite della maggioranza parlamentare (che approva le leggi) e il governo che della stessa è espressione diretta. Il Capo dello stato è stato in questi anni mero notaio della politica parlamentare, almeno fino a Cossiga quando lo stesso cominciò ad "esternare" le sue opinioni, causando, ce lo ricordiamo la richiesta di messa in stato di accusa da parte della sinistra.
La Magistratura, prima  di tangentopoli e della rimozione dell'obbligo costituzionale all'autorizzazione a procedere per i parlamentari, era stata sostanzialmente impossibilitata ad esercitare una qualsivoglia interferenza nei confronti della politica che, della magistratura, si disinteressava. Dopo Mani Pulite il quadro sostanzialmente si ribalta. La magistratura interviene pesantemente sulla politica (politica=potere legislativo+potere esecutivo) in molti casi in maniera discriminatoria su una particolare parte.
Gli scandali e il gossip giudiziario nel centrodestra sono stati infatti molto più numerosi ed eclatanti di quanto avvenuto nell'altra parte: Le stesse intercettazioni, illegali ricordiamolo nel caso di un parlamentare qualora non autorizzate dalla camera alla quale appartiene (costituzione art. 68, ma nel caso di violazione anche del magistrato quale sanzione?), sembrano andare tutte nella stessa direzione. La pubblicazione eclatante poi solo di quelle relative ad una parte politica e la persecuzione invece di quelle pubblicate riguardanti la parte avversa, il tutto nel totale silenzio/assenso degli organi di controllo della magistratura (CSM composto per la maggioranza da membri di sinistra eletti o nominati da un capo dello stato della stessa parte ) e capo dello stato (stessa parte) sembra suscitare più di un sospetto sulla reale imparzialità di questi magistrati. Ricordiamo ad esempio la vicenda De Magistris che indagò un membro del governo Prodi (Mastella). Egli fu prontamente punito dal CSM. Che provvedimenti almeno per  accertare i fatti sulle intercettazioni che coinvolgono il capo del governo, sono stati presi invece da parte del CSM? Niente che io sappia. C'è una forte asimmetria. Una totale parzialità. Altro che indipendenza.